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Mario Buonoconto: nasce, vive e lavora a Majano, provincia di Udine. Dopo gli studi tecnici a Buenos Aires, approfondisce lo studio della musica e degli strumenti musicali. Trasferendosi definitivamente in Italia incomincia ininterrottamente a costruire ghironde, clavicembali e strumenti medievali e rinascimentali di ogni genere, contemporaneamente a frequentato diversi e importanti work-shop con i più importanti maestri del settore come Grant O’Brian, Christopher Hogwood, Christopher Clark e altri.
Molti strumenti da lui realizzati vengono suonati da importanti gruppi di musica antica, si trovano in musei e in possesso di privati. Da qualche anno si dedica alla ricostruzione iconografica di strumenti sconosciuti o comunque poco frequentati come per esempio l’orpheon tratto da L’Encyclopedie di Diderot e d’Alembert o un strano strumento ricavato da un fregio presente a Castelfranco Veneto nella casa del Giorgione il cui nome non si conosce.
Lo stesso costruttore racconta:
Anni fa ho letto un articolo su di un musicista spagnolo il quale aveva costruito uno strumento chiamato “organo de papel” o sia “organo di carta” da un disegno di Leonardo, vedendo la fotografia dello strumento e confrontandolo con il disegno di Leonardo non ero molto convinto della ricostruzione. Il disegno di Leonardo e poco chiaro e le spiegazioni sono minime, comunque ci da dei dati significativi per incominciare a lavorare.
Credo che questo schizzo fosse un promemoria per magari effettuare ulteriori approfondimenti, o sia lui sicuramente a fissato l’idea senza entrare nei particolari costruttivi, come si vede in tanti suoi disegni, per tanto bisogna intuire quasi tutto, dai sistemi costruttivi utilizzati all’epoca ai materiali adoperati. Nel disegno, tratto dal Fol. 76r. del Codice Madrid II che si trova nella Biblioteca Nacional de Madrid, Leonardo ci spiega che questo strumento avrà un mantice a doppia azione e il suono sarà prodotto da canne schiacciate di carta o di legno sottile, e logicamente munito di una tastiera verticale sulla destra.
Disegno di Leonardo
Il fatto che nessuno di chi a scritto la storia della fisarmonica abbia mai accennato nulla sullo strumento di Leonardo per me e un mistero, pero riflettendo mi sono convinto che la cosa e più semplice di quello che sembra, cioè nessuno sapeva della esistenza di questo disegno, se cosi fosse dobbiamo anticipare l’invenzione della fisarmonica di oltre 300 anni. Altro motivo per cui non sia mai stato un riferimento di questa invenzione e che questo strumento come tanti altri non ebbero un seguito e per tanto nessuna evoluzione fino al 1852 dove il francese Bouton, ufficialmente incominciò a usare la tastiera posta verticalmente sullo strumento. Le differenze più importante fra la fisarmonica e lo strumento di Leonardo e che nelle prime il mantice e ad azione singola, e il suono e prodotto mediante ance libere, nel secondo il mantice e a doppia azione, in questo modo il flusso d’aria e continuo aprendo e chiudendo il mantice, e il suono e prodotto mediante canne, praticamente identiche a quelle usate sui organi.Da alcuni anni sto lavorando nella ricostruzione di un strumento basato sullo schizzo di Leonardo, il progetto non e cosi semplice, gli elementi a disposizione sono pochi, questo implica che le possibilità interpretative del suo funzionamento possano essere molteplici, la cosa importante e che nel ricostruire lo strumento non ci siano anacronismi di nessun genere. Per esempio non possiamo inserire un mantice come nelle fisarmoniche attuali sapendo che al epoca si usavano mantici con poche pieghe, come quelli degli organi portativi. I materiali usati erano quasi esclusivamente legni, prevalentemente del posto dove si costruiva lo strumento. Penso che per i fisarmonicisti questo strumento sia molto importante, possiamo dire che e il padre della fisarmonica, e sarà costruito cosi come Leonardo lo descrisse nel suo codice. Possiamo solo immaginare cosa sarebbe oggi una fisarmonica se questo strumento avesse avuto una sua evoluzione, pensiamo che da quando Leonardo lascio questo schizzo a la reinvenzione della fisarmonica passarono più di tre secoli.
Ricostruzione di Mario Buonoconto