La Fisarmonica di Leonardo


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La musica in Italia al tempo di Leonardo:

“La musica non è da essere chiamata altro che sorella della pittura, conciossiachè essa è subietto dell’udito, secondo senso all’occhio, e compone armonia con la congiunzione delle sue parti proporzionali operate nel medesimo tempo, costrette a nascere e morire in uno o più tempi armonici, i quali tempi circondano la proporzionalità de’ membri di che tale armonia si compone, non altrimenti che faccia la linea circonferenziale per le membra di che si genera le bellezza umana. Ma la pittura eccelle e signoreggia la musica perché essa non muore immediate dopo la sua creazione, come fa la sventurata musica, anzi, resta in essere, e ti si dimostra in vita quel che in fatto è una sola superficie.

 

Lo strumento è disponibile da visionare e provare presso l’ARTIST CONCERT HALL di BIASIN di Azzano Decimo. Per appuntamento contattare 0434-633135 / info@biasin.com



Denis Biasin “fisarmonicista e maestro di fisarmonica, titolare della BIASIN Musical Instruments, fondatore dell’Accademia del Disco AdD, vicepresidente della NAM Lab Laboratori Musicali, fondatore e presidente della ZAHRE Accordion Orchestra, ideatore della “Fisarmonica Zahre”, organizzatore di eventi musicali quali: Concorso “Trofeo della Fisarmonica Versutta” / Mostra e Concerti “La Fisarmonica – La voce del popolo” Friuli DOC edizione 2006 / Mostra e Concerti “La Fisarmonica e gli Strumenti della tradizione popolare” Friuli DOC edizione 2007 / Mostra e concerti “La Fisarmonica e gli Strumenti d’orchestra” Friuli DOC edizione 2008 / Concerti-Mostre-Convegni “Fiera della Musica” Azzano Decimo edizione 2000 / direzione artistica del Festival di Musica Internazionale in quota “Zahrarmonie” Sauris – UD edizioni 2006-2007-2008-2009.


Intervista al costruttore Mario Buonoconto:

Biasin Denis: Come è venuto a conoscenza dell’esistenza di questo disegno di Leonardo?

Mario Buonoconto:
 “In base alle mie esperienze nell’ambito della costruzione di strumenti antichi e di realizzazione di progetti su tavole di Da Vinci, scoprii un disegno, tratto dal Fol. 76r. del Codice Madrid II che si trova nella  Biblioteca Nacional de Madrid, in cui Leonardo  spiega l’idea di  questo strumento con mantice a doppia azione, dove  il suono viene  prodotto da canne schiacciate di carta o di legno sottile,  munito di una  tastiera verticale per la mano destra. Pur essendo Il disegno di Leonardo poco chiaro e le spiegazioni  minime, ci da dei dati significativi per incominciare a lavorare.
Credo  che questo schizzo fosse un promemoria per effettuare ulteriori approfondimenti, o comunque una bozza  senza entrare nei particolari costruttivi, come si vede in tanti suoi disegni,l’intuizione è lasciata all’immaginazione, dai sistemi costruttivi utilizzati all’epoca ai materiali adoperati”.
 
Biasin Denis: Come si spiega tanta superficialità nella ricerca di informazioni sulle origini progettuali della Fisarmonica?

Mario Buonoconto:
 “Resta inspiegabile come mai nella recente e passata storiografia sulla nascita della fisarmonica, nessuno abbia mai fatto cenno all’esistenza di questo strumento di Leonardo. Riflettendo però,  mi sono convinto che la cosa sia più semplice di quello che sembra, cioè nessuno sapeva della esistenza di questo disegno, se cosi fosse dobbiamo anticipare l’invenzione della fisarmonica di oltre 300 anni. Altro motivo per cui non sia mai stato un riferimento di questa invenzione e che questo strumento come tanti altri non ebbero un seguito e per tanto nessuna evoluzione fino al 1852 dove il francese Bouton, ufficialmente incominciò a usare la tastiera posta verticalmente sullo strumento. Le differenze più importante fra la fisarmonica e lo strumento di Leonardo e che nelle prime il mantice e ad azione singola, e il suono e prodotto mediante ance libere, nel secondo il mantice e a doppia azione, in questo modo il flusso d’aria e continuo aprendo e chiudendo il mantice, e il suono e prodotto mediante canne, praticamente identiche a quelle usate sugli organi”.
    
 
Biasin Denis: Quanto è stata impegnativa la ricostruzione di questo strumento in termini di tempo e di energie profuse?

Mario Buonoconto
:  “Da circa 7 anni sto lavorando nella ricostruzione di questo strumento basato sullo schizzo di Leonardo, il  progetto non è stato cosi semplice. Gli elementi a disposizione erano pochi. Questo implicava che le possibilità interpretative del suo funzionamento potevano essere molteplici. La cosa importante è che nel ricostruire lo strumento non ci fossero anacronismi di nessun genere. Per esempio non si poteva  inserire un mantice come nelle fisarmoniche attuali sapendo che all’ epoca si usavano mantici con poche pieghe, come quelli degli organi portativi.
I materiali usati erano quasi esclusivamente legni, prevalentemente del posto dove si costruiva lo strumento. Penso che per i fisarmonicisti questo strumento sia molto importante, possiamo dire di considerarlo  il padre della fisarmonica, costruito cosi come Leonardo lo descrisse nel suo codice. Dallo schizzo di Leonardo alle prime documentazioni della  fisarmonica ad ance libere passarono più di tre secoli”.
 
 



Fol. 76r. del Codice Madrid II



Strumento finale realizzato da Mario Buonoconto


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